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22 apr 2011

Libia- Gheddafi Accetta Road Map Ua. Nato Attacca Ad Ajdabiya (Il Punto)

(ASCA) - Roma, 11 apr - Svolta nella guerra in Libia: Muammar Gheddafi ha accettato la 'road map' proposta dall'Unione africana per giungere ad un cessate il fuoco. La notizia e' stata data ieri dal presidente del Sudafrica Zuma dopo che la delegazione dell'Ua aveva incontrato il colonnello. ''Possiamo dare una chance al cessate il fuoco'', ha detto Zuma. Ora l'attesa di un assenso da parte dei ribelli. Il fine dell'Unione Africana, in sostanza, e' la cessazione immediata delle ostilita' per poter avviare un periodo di transizione che consenta di introdurre riforme politiche. E intanto prosegue il conflitto: un bombardamento delle forze Nato ha costretto le forze filogovernative alla ritirata. I lealisti si spingevano verso Ajdabiya, porta di ingresso alla parte orientale della Libia, roccaforte dei ribelli, quando i caccia dell'Alleanza hanno sferrato attacchi uccidendo almeno 15 lealisti. Lo hanno riferito testimoni, precisando di aver visto corpi carbonizzati vicino a sei veicoli in due siti a circa 300 metri dall'ingresso occidentale della citta'. Da Bruxelles un portavoce Nato ha anche reso noto che i raid aerei internazionali hanno distrutto 25 carri armati dei lealisti, 14 nei pressi di Misurata e 11 sulla strada che porta ad Ajdabiya. Mentre il vice ministro degli Esteri libico, Khaled Kaaim, ha affermato che due elicotteri dei ribelli che avevano violato la 'no fly zone' sono stati abbattuti dalle forze fedeli a Gheddafi, nella zona di Brega. Kaaim ha dunque criticato le forze Nato incaricate di applicare la risoluzione 1973, accusando l'Alleanza di aver ''consentito sabato ai ribelli di violare questa risoluzione e di utilizzare elicotteri da combattimento''. ''La nostra domanda alla Nato e': questa risoluzione riguarda soltanto il governo libico o le due parti?'', ha chiesto il funzionario di Tripoli, ritenendo che ''la Nato sia diventata una parte del conflitto sostenendo i ribelli''. Fonti mediche hanno fatto sapere che nel fine settimana sono stati uccisi anche 12 ribelli. ''Ho visto quattro cadaveri questa mattina. Avevano la gola tagliata e fori di proiettile nel torace'', ha raccontato uno degli insorti. Nel frattempo il capo del Parlamento libico, Mohamed Zwei, ha parlato di un progetto di Costituzione, in preparazione dal 2007. ''Il progetto ci e' stato consegnato recentemente. C'e' un comitato giuridico che deve esaminare il testo prima di presentarlo ai Congressi popolari di base - ha detto Zwei - che a loro volta riesamineranno gli articoli della costituzione e faranno le opportune modifiche, quando nel Paese la situazione si sia calmata''. Da Bengasi arriva invece un chiaro monito sul conflitto: ''Per molte citta', come Tripoli, Misurata, Zenten, l'incubo non e' finito. Chiediamo all'Italia e al resto del mondo di fare di piu' perche' la nostra gente possa affrancarsi dal giogo del regime''. L'annuncio e' venuto da Abdel Jalil, capo del Consiglio nazionale transitorio, che sara' domani a Roma nella sua ''prima visita all'estero'' come leader della nuova Libia. Tre tappe quelle di Jalil: l'incontro con il ministro degli Esteri Franco Frattini, poi quella con il capo dello stato Giorgio Napolitano, e infine la visita a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Sul fronte immigrati, tuttavia, ennesima doccia fredda per l'Italia. Una lettera preparata dalla Commissaria europea Cecilia Malmstrom e inviata al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riporta che il decreto sui 'permessi temporanei' firmato giovedi' da Berlusconi non fa scattare ''automaticamente'' la libera circolazione nell'area Schengen. Dal canto suo Frattini ha esortato l'Unione europea a comprendere ''che la questione immigrazione che abbiamo di fronte non e' solo una questione economica ma soprattutto una questione politica''. Sul campo diplomatico e' fissato per oggi a Lussemburgo il vertice europeo dei ministri degli Interni. Proprio mentre il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, incontrera' a Bruxelles l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, per affrontare la questione libica nel quadro dei ''contatti regolari'' tra l'Alleanza e l'Ue. Ne ha dato notizia la portavoce della Nato, Oana Lungescu, riferendo che Rasmussen ha invitato la Ashton alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Alleanza il 14 e 15 a Berlino. Mercoledi' a Doha, in Qatar, ci sara' invece la prima riunione del Gruppo di contatto sulla Libia, nato il 29 marzo scorso alla conferenza di Londra. Per l'indomani, invece, la Lega Araba ha organizzato al Cairo un'altra conferenza internazionale alla quale prenderanno parte il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon, il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton e il presidente della commissione dell'Unione Africana, Jean Ping.

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